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Quand'ero bambino io

in casa non c’era il riscaldamento. D’inverno era calda solo la cucina. A Oria, nella casa della nonna Adele e del nonno Riccardo, nella grande cucina era sempre acceso il camino, nella sala il camino c’era, ma non lo accendevano mai.
Nella nostra camera, dove dormivo con il mio fratello più piccolo, non c’era nemmeno la luce elettrica. Si viveva in cucina. Ci si scaldava attorno al camino, ma dicevano i grandi di non tenere i piedi vicino al fuoco perché  sarebbero venuti i geloni. Le dita dei piedi e il calcagno diventavano rossi e facevano molto male. Io avevo le scarpe, ma i miei compagni camminavano con gli zoccoli o i pedù. I pedù sono calzature fatte in casa con pezze di panno. Vanno bene in montagna, sono silenziose. Le usavano i contrabbandieri. Nel cucinone della nonna Adele, sopra il lavandino stavano tre o quattro vasetti con le sanguisughe. Il nome in dialetto è “sanguett”. Le attaccavano al nonno per cavargli sangue, quando si sentiva male. Il nonno aveva il sangue troppo grosso. La nonna tirava tabacco da una scatoletta; faceva la cioccolatta calda. Aveva un lungo grembiule nero.