Mirtilli

Mirtilli

Don Pietro, prete in pensione, a ottant’anni aveva i capelli ancora folti e corvini. Viveva, solo, nella sua vecchia casa in collina, dietro Sassoferrato. Un corvo, capito che poteva fidarsi, cominciò a tenergli compagnia. Gli stava sulla spalla, una volta sulla destra, una volta sulla sinistra. Camminavano parlottando attorno alla casa e lungo i sentieri della vasta campagna, da tempo abbandonata. Un giorno il corvo notò un capello bianco nella chioma dell’amico. Il prete osservò che, alla sua età, era un fatto naturale; piuttosto, aggiunse, era poco naturale che i suoi capelli fossero ancora così scuri. “Lo sai” – gli disse il corvo, “Lo sai perché noi corvi rimaniamo neri tutta la vita? È perché in estate, ogni giorno, mangiamo un mirtillo”. Da quel giorno, uno degl’ultimi del mese di giugno, il corvo portò al suo amico prete un nero fresco mirtillo, ogni mattino, durante tutta l’estate. Alla fine della cura, però, invece di capelli, erano cresciute a Don Pietro, su tutto il corpo, lucenti nerissime piume, sicché egli fu in grado di svolazzare da un punto all’altro della campagna. Non poteva alzarsi di molto, ma era un’esperienza meravigliosa. Come i primi aeroplani, quelli con le due ali di tela. Beccheggiava, ma non cadeva mai, guidato dai rauchi comandi del corvo.   

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Riccardo Buonvicini

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